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il parere di Federica Balestrieri

Federica Balestrieri è una giornalista e condutrice televisiva che attualmente lavora come giornalista al TG1

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Se pensate al risparmio, siete già fuori strada.
Scambiarsi la casa è soprattutto uno stile di vita. Per chi cerca nel viaggio un’esperienza di incontro e di autenticità, per chi ama sperimentare, è curioso e aperto alle novità e all’imprevedibile, per chi sa essere fiducioso e tollerante verso gli altri, per chi non ha un attaccamento verghiano alla “roba”e dunque non è geloso dei propri beni e della propria casa. Non è un caso che da una recente ricerca dell’ Università di Bergamo il 62,1% degli scambisti di case risulti avere un grado di istruzione elevato, con almeno un diploma di scuola superiore e il 70% possegga un’occupazione.
Da oltre 10 anni mio marito ed io non mettiamo piede in un albergo. Mai, neppure per un week end.
Perché dovremmo? C’è una casa che ci aspetta in ogni Paese del mondo ci salti in mente di visitare. Ne abbiamo già abitate oltre 20. Stati Uniti, Canada, Brasile, Marocco, Australia, Austria, Francia, Danimarca, Svezia, Olanda, Grecia, Seychelles. Ogni volta una sorpresa. Positiva.
A Milano ho scelto di vivere in un vecchio quartiere e in una vecchia palazzina. Ed È questa l’atmosfera che mi piace ritrovare ogni volta in un’altra città: fare la spesa al mercato rionale come un abitante del luogo, entrare in una casa vera che parli di chi la vive e del suo stile di vita spesso diverso dal mio, che racconti dei suoi gusti, della sua cucina. Amo trovare libri da leggere e dischi da ascoltare scoprendone di nuovi, seguire i consigli che i proprietari lasciano scritti per guidarci a vivere il quartiere e la città lontano dalle rotte di massa. Da locali, non da turisti stranieri. Incontrare i nuovi vicini che spesso ci invitano a cena appena arriviamo.
È una scelta di viaggiare che contribuisce ad accrescere il rispetto e la fiducia tra gli individui, rafforzando il senso di comunità. Gli scambisti di case sono di per sé una “Community”. Potrei continuare parlando di come tutto ciò sia ecologico ed etico perché non alimenta la crescita delle multinazionali del turismo a scapito dell’economia locale. Ma l’aspetto che più mi affascina è quello del viaggio che diventa davvero un’esperienza umana: aprire la porta della propria casa è un dono reciproco, un esercizio alla fiducia e di rispetto delle cose altrui che diventano comuni. Condivisione, è la parola magica.
Questo libro è prezioso perché spiega la “magia dello scambio” inteso come dono e scoperta di altre culture… buona lettura!